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Il vino, non chiamatelo “prodotto”

Molte aziende che fanno vini di qualità sul loro sito li chiamano "prodotti". Ecco 6 motivi per abbandonare un termine che fa schifo pure al Tavernello.
Il vino non è un prodotto

Uno degli errori più frequenti che si trovano nei siti web delle aziende vitivinicole è quello di avere nel menù di navigazione la voce “prodotti”, che rimanda alle pagine dei vini e degli eventuali altri prodotti dell’azienda. Una simile organizzazione dell’informazione è piuttosto logica, se non fosse per il fatto che, quando si parla di vino, il termine “prodotto” è quanto mai inappropriato.

E sapete perché?

1
Perché “prodotto” è un orribile termine commerciale

Quando si parla di un determinato bene in termini di “prodotto”, si tende a spostare l’accento sul processo produttivo e su ciò che quel bene rappresenta per l’azienda dal punto di vista commerciale. State insomma parlando del vostro vino come se fosse semplicemente roba da fabbricare e vendere. Il vino invece è scoperta, emozione, poesia. Sia per voi che per il consumatore. Non svilitelo ad un semplice “prodotto”.

2
Perché un prodotto è quasi un bene indifferenziato

Quando si parla di vino come “prodotto”, questo perde le caratteristiche che lo distinguono dagli altri e diventa quasi un bene indifferenziato, cioè è lo stesso indipendentemente da chi lo produce. Se già parlare genericamente di “vini” fa in parte perdere le caratteristiche legate al brand (meglio sarebbe dire “I vini di…” o “I nostri vini”), utilizzare il termine “prodotti” fa ulteriormente perdere differenziazione. Per intendersi, qualunque azienda manifatturiera può fabbricare un prodotto, qualunque azienda vitivinicola può produrre un vino, ma solo voi potete produrre il vostro vino.

3
Perché il vino è lontano dal prototipo di prodotto

Se vi chiedessi di pensare ad un uccello, è più probabile che vi venga in mente qualcosa che somiglia a un pinguino, a uno struzzo o a un pettirosso?

Quale di questi animali si avvicina più alla vostra idea di uccello?
struzzo
pinguino
pettirosso

A un pettirosso, probabilmente. Questo perché nella nostra mente esiste una sorta di prototipo con delle caratteristiche salienti che associamo ad una determinata categoria semantica. Quindi se allevaste struzzi o pinguini, probabilmente non parlereste di loro come dei vostri “uccelli”. Ora, se chiedessimo ad un passante di pensare ad un prodotto, secondo voi è più facile che associ questa categoria ad un vino, a un detersivo o a del cibo in scatola?

E quale di questi oggetti si avvicina più alla vostra idea di prodotto?
cibo in scatola
bottiglie di vino romanee conti

E allora perché, voi che fate il vino, ne parlate in termini di “prodotto”? Nemmeno il vino in brik, che si avvicina forse più al prototipo di prodotto, si fa chiamare in questo modo. CAVIRO, la cooperativa che produce il Tavernello, li chiama infatti “vini”.

4
Perché il termine “prodotti” non dice nulla al visitatore

Termini generici come “prodotti” o “servizi” sono comuni a tutte le aziende e non comunicano niente ai visitatori del vostro sito. “Prodotti” non dice che tipo di prodotti fa l’azienda, quindi ai visitatori che non conoscono il brand potrebbe non essere chiaro da subito se si tratta di un’azienda agricola che fa vino o alleva struzzi. I termini utilizzati nella barra di navigazione dovrebbero essere quanto più descrittivi. Se si definisce da subito qual è il core business dell’azienda (cioè il vino), il messaggio risulterà più immediato.

5
Perché il termine “prodotti” non piace ai motori di ricerca

Anche i motori di ricerca preferiscono i termini descrittivi, perché li aiutano a “capire” di cosa si parla sul sito, migliorandone il posizionamento relativamente alle parole-chiave utilizzate. La barra di navigazione è un’area del sito in cui sarebbe utile piazzare alcune delle parole-chiave importanti per l’azienda e “vini” è senza ombra di dubbio una parola-chiave migliore di “prodotti”, perché nessuno cerca il termine “prodotti” sui motori di ricerca!

6
Perché le cose vanno chiamate con il loro nome…

… insomma bisogna “dire pane al pane e vino al vino“.

14/03/2016
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