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5 passi fondamentali per promuovere una cantina sul web

Verificate quante di queste semplici operazioni avete già completato. Sarete sorpresi di apprendere che molti grandi marchi non riescono a fare l'en plein.
Viticoltore controlla il tablet

Di seguito analizzeremo alcune attività di web marketing fondamentali per promuovere una cantina, intesa come sala degustazione e vendita diretta (chiamiamola pure ospitalità o accoglienza in cantina).

Nel compilare questa lista abbiamo dato per scontato che il sito web dell’azienda sia multilingue, ovvero ci sia almeno la versione inglese accanto a quella in italiano. Se così non fosse, ma dubito che ormai esistano aziende vitivinicole con un sito web solo in italiano, dovremmo parlare di 6 passi, di cui quello di dotarsi di una versione inglese sarebbe a questo punto il più urgente. A proposito di questo, il numero di lingue in cui il sito dovrebbe essere tradotto a mio avviso dovrebbe corrispondere a quelle effettivamente parlate in azienda. Non c’è peggior modo di iniziare un rapporto con i propri potenziali visitatori che quello di creare in loro false aspettative.

Prima di proseguire nella lettura, correte a prendere carta e penna per spuntare ogni passo come se si trattasse di una checklist per la vostra cantina.

Siete pronti, adesso? Perfetto. Allora, cominciamo.

1
Rivendicare la scheda Google My Business

Si tratta di un servizio gratuito offerto da Google, un tempo conosciuto come Google Places. My Business consente di creare una scheda della propria attività che verrà visualizzata tra i risultati o sulle mappe di Google ogniqualvolta verrà effettuata una ricerca relativa alla suddetta attività.

I dati visualizzati dalla scheda possono variare a seconda del tipo di attività, ma in generale si tratta di: foto, indirizzo e posizione sulla mappa (con possibilità di ottenere le indicazioni stradali via GPS), link al sito web, numero di telefono (che nella versione mobile consente di telefonare direttamente), orari di apertura ed eventuali recensioni.

scheda google my business
Scheda My Business di Opus One. Si noti la presenza dell'orario di apertura e il link per rivendicare l'attività.

Grazie ad una partnership con Pagine Gialle, che a quanto pare ha fornito a Google il database di aziende, è possibile che la scheda relativa alla vostra cantina sia già presente su My Business nonostante non l’abbiate inserita voi. In questo caso sarebbe opportuno rivendicare l’attività (il link si trova nella scheda stessa, come mostra l’immagine riportata) in modo da avere pieno controllo circa i dati in essa contenuti.

Se la scheda è già presente, è possibile che riporti la ragione sociale della vostra azienda anziché il nome commerciale. Motivo in più per rivendicarla e correggere questa informazione. I visitatori che dovessero cercare il nome che associano ai vostri vini non sarebbero in grado di trovare la scheda, giacché potrebbero non avere la più pallida idea di quale sia la vostra ragione sociale, se questa è molto diversa dal nome commerciale.

2
Creare il profilo della cantina come attrazione su TripAdvisor

TripAdvisor non è solo hotel e ristoranti. Si calcola che il 44% dei turisti consultino TripAdvisor per scegliere un’attrazione da visitare durante il loro soggiorno. Il sito definisce “attrazione” una struttura di interesse turistico aperta al pubblico secondo un orario regolare, con un nome ufficiale, un indirizzo e un numero di telefono. Una cantina aperta al pubblico è pertanto idonea ad essere inserita e recensita su TripAdvisor.

La presenza sul portale (e sulla relativa applicazione per dispositivi mobili) aumenta notevolmente la visibilità della cantina, che beneficia del cosiddetto “billboard effect”. Per conoscere i benefici della presenza su TripAdvisor, si rimanda ad un precedente post sull’argomento.

Anche nel caso di TripAdvisor è possibile che il profilo della cantina esista e debba essere rivendicato (accanto al nome della struttura in questo caso apparirebbe il link “Questa è la tua struttura?”). Una volta completata questa operazione sarà opportuno che qualcuno si prenda la briga di rispondere alle recensioni, specialmente a quelle negative.

3
Verificare che il proprio sito web sia “responsive”

Il termine “responsive” sta ad indicare che un sito web è in grado di riconoscere il dispositivo dal quale viene effettuata la visita e adattarsi di conseguenza alle dimensioni dello schermo, in modo che l’interfaccia e i contenuti siano fruibili anche da chi vi accede da tablet o smartphone.

Vista l’attuale diffusione di tali dispositivi, avere un sito responsive è ormai diventato un imperativo. Si prenda inoltre in considerazione che:

  • nell’aprile 2015 Google ha annunciato che il suo algoritmo terrà conto di quanto un sito è mobile-friendly e lo premierà o penalizzerà di conseguenza tra i risultati del suo motore di ricerca;
  • i turisti utilizzano esclusivamente dispositivi mobili, pertanto un’attività che si rivolge a questo tipo di pubblico, come nel caso dell’ospitalità in cantina, non può permettersi di non avere un sito web responsive.

Come fate a sapere se il vostro sito è responsive? Anzitutto lo si dovrebbe testare su diversi dispositivi o effettuare una simulazione su un sito come questo e verificare che tutti i contenuti siano leggibili. Andrebbe inoltre svolto un test di compatibilità con i dispositivi mobili su questa pagina di Google. Se il risultato di uno dei due test fosse negativo nonostante un recente (e magari costoso) restyling, sentitevi pure liberi di tirare le orecchie al vostro webdesigner.

4
Creare una pagina dell’ospitalità con relativa voce nel menu di navigazione

Se volete fare sul serio circa l’accoglienza in cantina, prima o poi dovrete creare un’apposita pagina e aggiungere nel menu di navigazione il relativo link, giacché non è pensabile che un visitatore debba girarsi l’intero sito alla ricerca di questo genere di informazioni.

A questo punto, la pagina che andrete a creare dovrebbe contenere le seguenti informazioni:

  • tipo di attività che è possibile svolgere (degustazione, tour, etc.);
  • se e quali di queste attività richiedono la prenotazione;
  • altre eventuali restrizioni (numero minimo di partecipanti, accesso agli animali, etc.)
  • prezzo di ogni attività;
  • orario di apertura delle aree aperte al pubblico;
  • una call to action, ovvero l’invito a far compiere un’azione (compilare un modulo o un’e-mail per prenotare la visita, chiamare un numero di telefono, etc.).
5
Mostrare i contatti e la mappa

Se non le avete già incluse nella pagina relativa all’accoglienza in cantina, nell’header o nel footer, le informazioni riguardo ai vostri recapiti e all’ubicazione della cantina dovranno trovarsi nella pagina dei contatti.

Per convenzione ormai universalmente accettata, il link alla pagina di contatti è l’ultimo in alto a destra nel menu di navigazione.

In questa pagina dovrebbe trovarsi una mappa con le indicazioni stradali per raggiungere la cantina e le coordinate GPS.

La mappa deve essere impostata con uno zoom ad un livello tale da far comprendere a colpo d’occhio dove si trova la cantina nella vostra area di riferimento, quindi né così distante da mostrare l’intero globo terrestre, né così ravvicinato da non avere altri punti di riferimento che la cuccia del cane.

Nello sfortunato caso in cui la cantina si trovasse su una strada di campagna non presente su Google Maps potreste essere costretti a crearvela da soli tramite Google MapMaker. Potrebbe volerci un po’, ma ne vale la pena.

La lista degli strumenti per promuovere una cantina sul web potrebbe andare avanti, ma per il momento ci limitiamo a questi 5 passi tanto basilari quanto fondamentali.

Per quanto banali queste operazioni possano sembrare, vi invito a fare un giro su internet per verificare quante cantine possano effettivamente spuntare tutte e 5 le caselle della lista. Con vostra grande sorpresa, scoprirete che persino i grandi marchi, che non hanno certo badato a spese quando è venuto il momento di ristrutturare o progettare la loro cantina, hanno completamente trascurato molte di queste operazioni.

Certo, chi ha un brand forte può anche permettersi ignorare questi piccoli accorgimenti; chi invece ha bisogno di farsi conoscere deve fare tutto il possibile per promuovere al meglio la propria cantina.

E voi, quante caselle avete spuntato?

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